Quando il contesto cambia, devi cambiare anche tu
- Susanna Crepaldi

- 10 ott 2022
- Tempo di lettura: 1 min
Quando eravamo ancora ad Arrieta, con la nostra piccola pizzeria, è arrivato il Covid.
In poco tempo è cambiato tutto.
Non solo per il lavoro, ma anche per una serie di problemi burocratici che si sono sommati in un momento già difficile.
Il passaggio al nuovo ristorante, più grande, doveva essere una crescita naturale: una pizzeria-ristorante, con più spazio, più struttura e più possibilità.
Ma la realtà ci ha obbligati a partire in modo diverso.
Con le restrizioni, la sala non poteva funzionare come avevamo immaginato.
Quello che invece funzionava era la pizza.
Il delivery.
Il para llevar.
L’asporto.
Per questo, all’inizio abbiamo dovuto impostare tutto su quello.
Non era il progetto completo che avevamo in mente, ma era ciò che permetteva di andare avanti.
La pizza ha tenuto in piedi il lavoro in un momento complicato.
E proprio lì abbiamo capito una cosa importante: un ristorante non può vivere solo dell’idea che hai in testa. Deve rispondere al contesto reale.
Col tempo, però, è cresciuto anche il bisogno di andare oltre.
Non volevamo restare fermi a un modello scelto per necessità.
Abbiamo iniziato a lavorare sempre di più sulla ristorazione, sul prodotto locale, sull’identità del territorio.
Non è stato un cambiamento improvviso.
È stato un percorso.
Un passaggio nato da un momento difficile, ma diventato poi una direzione più chiara.




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