La differenza tra cucinare in Italia e alle Canarie
- Susanna Crepaldi

- 3 dic 2020
- Tempo di lettura: 1 min
Quando si parla di cucina, si pensa spesso che basti cambiare luogo per fare le stesse cose in modo diverso.
Non è così.
Arrivando a Lanzarote ho capito subito che non potevo semplicemente trasferire la mia cucina italiana su un’isola.
I prodotti sono diversi.
Ma soprattutto, è diverso il contesto.
In Piemonte ero abituata a una disponibilità costante di materie prime.
Sapevo esattamente cosa trovare, quando trovarlo e con quale qualità.
Qui no.
Qui devi adattarti.
Non sempre trovi quello che cerchi.
E quando lo trovi, non è detto che sia uguale a quello che conosci.
All’inizio è stato frustrante.
Provavo a replicare piatti che funzionavano in Italia, ma non avevano lo stesso equilibrio.
Mancava qualcosa.
Col tempo ho capito che il problema non erano i prodotti.
Ero io.
Stavo cercando di imporre una cucina che non apparteneva a quel territorio.
Lanzarote ti obbliga a cambiare approccio.
Ti costringe a lavorare con quello che hai, non con quello che vuoi.
E soprattutto, ti insegna a rispettare il contesto.
Ho iniziato a osservare di più.
A capire i prodotti locali.
A lavorare su sapori diversi.
Non è stato un passaggio immediato.
Ma è stato necessario.
Perché è lì che ho iniziato a costruire qualcosa di più autentico.





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