Imparare a cucinare con quello che trovi, non con quello che vuoi
- Susanna Crepaldi

- 8 feb 2021
- Tempo di lettura: 1 min
C’è un momento in cui smetti di lottare contro quello che hai davanti.
E inizi a lavorarci davvero.
Per me, quel momento è arrivato a Lanzarote.
Dopo mesi passati a cercare di replicare una cucina che conoscevo, ho capito una cosa semplice:
non potevo continuare così.
Non era una questione di tecnica.
Era una questione di approccio.
Fino a quel momento, cucinavo partendo da un’idea precisa.
Sapevo cosa volevo ottenere, e cercavo gli ingredienti per arrivarci.
Qui non funziona.
Qui devi fare il contrario.
Partire da quello che trovi.
Capire cosa può diventare.
E solo dopo costruire il piatto.
All’inizio sembra un limite.
Perché ti toglie controllo.
Ti obbliga a cambiare continuamente.
Ti costringe ad adattarti.
Ma poi diventa una forza.
Perché inizi a lavorare in modo più diretto.
Più essenziale.
Più coerente con il territorio.
Non cerchi più di imporre un’idea.
Costruisci qualcosa che ha senso lì, in quel momento.
È stato un passaggio lento.
Ma è lì che ho iniziato a vedere la mia cucina cambiare davvero.
Non più una cucina “trasferita”.
Ma una cucina costruita.





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